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Durante questi due anni scolastici, la mia classe ed io abbiamo studiato la geostoria attraverso il Progetto Archeologia, eliminando quindi la classica lezione frontale con il libro e cercando noi le informazioni necessarie per studiare una civiltà, attraverso Internet, enciclopedie e testi monografici. Abbiamo iniziato il nostro percorso, lo scorso anno, partendo dall'Africa, dall'Asia e prendendo la città di Uruk come modello di civiltà. Abbiamo studiato, quindi, le popolazioni di questi due continenti. Quest'anno, abbiamo ampliato i nostri orizzonti, studiando l'America, l'Oceania e l'Europa; alla fine, ci siamo occupati anche di Pompei e di Roma.
Grazie allo studio di Pompei, di Ercolano e di Oplontis abbiamo avuto la splendida opportunità di visitare gli affascinanti resti delle città oramai rovinate a causa dell'eruzione del Vesuvio: il seppellimento ha permesso di tramandare i resti di una grande civiltà, bloccata dalla lava dal 79 d. C.
Sulla base delle mie esperienze, studiare attraverso i mezzi multimediali e dare l’opportunità di cercare gli argomenti autonomamente da parte dei ragazzi è una metodologia che dovrebbe essere attuata nella maggior parte delle materie, così che gli alunni possano assumere più confidenza con lo studio. Inoltre, cercando informazioni su mezzi che potenzialmente contengono di un numero illimitato consente ai giovani di arricchire il proprio bagaglio culturale.

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Le Tabernae e il Thermopolium, Pompei

LA TABERNA La taberna era una sorta di ristorante o trattoria, tipicamente dotata di una sola stanza con volta a botte. La taberna nacque inizialmente come deposito ed era, in genere, la bottega degli artigiani, aperta verso la strada; si passò poi alle tabernæ vinarie e a quelle che si specializzarono nella consumazione del vino e del pasto. Quel che contava nella taberna era conservare la merce pronta per la vendita e sostenerla durante l'atto dell'acquisto. Si dava al cliente la possibilità di scegliere con calma le merci. Le tabernæ sono documentate archeologicamente per la presenza di insegne, di buona fattura, inserite nella facciata delle insulæ che segnalavano la presenza del venditore. In definitiva, le tabernæ avevano un bancone di pietra, con cinque o sei contenitori murati, rivolti verso la strada; accanto al banco vi era un fornello con una casseruola piena di acqua calda; nel retro c'erano la cucina e le sale per la consumazione. Avevano una finestr...

La Villa dei Misteri, Pompei

La stanza del grande dipinto, in origine certo un  œcus , fu adattata in seguito a triclinio in stretta dipendenza con la contigua alcova nuziale. L'ambiente, di m 9 × 6, è circondato su due lati da portici: su quello O si apre una porta alta m 2,95 che costituisce l'accesso principale alla stanza; su quello meridionale una grande finestra; all'angolo NO una piccola e bassa porta mette in comunicazione con l'attiguo cubicolo a doppia alcova. La decorazione della stanza è di due tipi, architettonica e figurata. Su un podio alto m 1,06 che imita fasce di marmo verde, giallo e nero, corre una cornice verde chiaro in forte aggetto; sulla cornice si levano i riquadri, separati da lesene, alti m 1,62 e sormontati da un fastoso fregio dipinto con larga fascia a meandro; il fregio è alto m 0,63. Le 29 figure che compongono le dieci scene del dipinto (quelle stanti sono alte da m 1,41 a m 1,55) agiscono sul podio contro le pareti del fondo dipinte di rosso cinabro e riquadrate...

La Villa dei Misteri in English, Pompei

The "Villa dei misteri" takes its name from the magnificent mural that occupies the walls of one of the rooms inside the villa. It dates back to the first half of the second century b.C and it's located outside the "Porta Ercolanese" at about 400 metres North of the same door. The mural is well preserved; it's divided in 10 episodes representing two themes: the initation to mysteries of Dionysus and the initation rituals which precede the wedding ceremony of a young lady