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In questi due anni abbiamo svolto il progetto archeologia. Abbiamo iniziato a studiare l'Africa, dove si sono attestati i primi ominidi. Ho fatto molte ricerche e all'inizio ho incontrato molte difficoltà ma, grazie alla professoressa ho trovato il materiale che serviva. Abbiamo studiato il processo dell' ominazione, il nomadismo, il sedentarismo, spostandoci in tutto il mondo. Abbiamo studiato Uruk, Harappa e Mohenjo Daro scoprendo cose che all'inizio non sapevamo e  nuovi paesi e civiltà. Iniziando il secondo anno ci siamo divisi i lavori in gruppi e abbiamo scoperto Inca, Aztechi, Balti, Maya, Oceania e la porta del Sole in America del Sud. Dopo tutto ciò abbiamo iniziato la storia di Roma e Pompei, Ercolano e Oplontis. Anche qui ci siamo divisi in gruppi. Insieme a Valentina mi sono occupata delle tabernae di Pompei; altri ,invece, si sono occupati del foro, della villa dei misteri, delle terme, della casa dei Vettii e di quella del Fauno. Altre due compagne si sono occupate di Ercolano, e un'altra della villa di Poppea situata a Oplontis. Questa volta nella ricerca non ho avuto alcuna difficoltà e ho trovato subito le informazioni che cercavo. Ad essere sincera, all'inizio avevo un'ansia terribile nel pensare di dover esporre la mia parte in italiano e in inglese, ma poi mi sono rilassata e ho ripetuto la mia parte abbastanza bene. Pompei mi è piaciuta molto. Infatti è stata la città che mi ha colpita più di tutte, per la struttura, la grandezza e la bellezza. Abbiamo visitato anche il museo archeologico nazionale di Napoli e il museo virtuale " Mav", entrambi sono molto grandi ma, mi ha stupita il museo archeologico nazionale di Napoli per la vastità di opere e sculture. L'ultimo giorno siamo andati a Spaccanapoli e abbiamo mangiato la pizza fritta (consiglio a tutti di provarla almeno una volta nella vita), e il babà. È stata un'esperienza unica che rifarei almeno un'altra volta.

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La Villa dei Misteri, Pompei

La stanza del grande dipinto, in origine certo un  œcus , fu adattata in seguito a triclinio in stretta dipendenza con la contigua alcova nuziale. L'ambiente, di m 9 × 6, è circondato su due lati da portici: su quello O si apre una porta alta m 2,95 che costituisce l'accesso principale alla stanza; su quello meridionale una grande finestra; all'angolo NO una piccola e bassa porta mette in comunicazione con l'attiguo cubicolo a doppia alcova. La decorazione della stanza è di due tipi, architettonica e figurata. Su un podio alto m 1,06 che imita fasce di marmo verde, giallo e nero, corre una cornice verde chiaro in forte aggetto; sulla cornice si levano i riquadri, separati da lesene, alti m 1,62 e sormontati da un fastoso fregio dipinto con larga fascia a meandro; il fregio è alto m 0,63. Le 29 figure che compongono le dieci scene del dipinto (quelle stanti sono alte da m 1,41 a m 1,55) agiscono sul podio contro le pareti del fondo dipinte di rosso cinabro e riquadrate...

Il Foro, Pompei

  FORO DI POMPEI STORIA Il foro di Pompei, costruito intorno al IV sec. a.C., è un'area scoperta intorno alla quale si trovano numerose botteghe. A seguito della conquista da parte dei Romani il Foro è ricostruito ed ampliato (II sec. a. C.): abbattute le botteghe e anche un muro perimetrale vicino il tempio di Apollo, sono costruiti edifici politici e religiosi. Importanti lavori di restauro si hanno tra la fine del I sec. a.C. e il I sec. d.C. quando è rifatta la pavimentazione, il porticato, costruito il Macellum e un tempio dedicato all’imperatore. Pompei è distrutta nel 79 a causa dell’eruzione del Vesuvio e riportata alla luce all’inizio del XIX secolo. DESCRIZIONE  Il Foro ha forma rettangolare e misura 143 metri di lunghezza e 38 metri di larghezza.  È circoscritto da alcuni degli edifici più importanti della pubblica amministrazione, la basilica, il Macellum ,  la mensa ponderaria , il tempio di Apollo, quello di Giove, di Vespasiano e dei Lari pubbli...

Le Tabernae e il Thermopolium, Pompei

LA TABERNA La taberna era una sorta di ristorante o trattoria, tipicamente dotata di una sola stanza con volta a botte. La taberna nacque inizialmente come deposito ed era, in genere, la bottega degli artigiani, aperta verso la strada; si passò poi alle tabernæ vinarie e a quelle che si specializzarono nella consumazione del vino e del pasto. Quel che contava nella taberna era conservare la merce pronta per la vendita e sostenerla durante l'atto dell'acquisto. Si dava al cliente la possibilità di scegliere con calma le merci. Le tabernæ sono documentate archeologicamente per la presenza di insegne, di buona fattura, inserite nella facciata delle insulæ che segnalavano la presenza del venditore. In definitiva, le tabernæ avevano un bancone di pietra, con cinque o sei contenitori murati, rivolti verso la strada; accanto al banco vi era un fornello con una casseruola piena di acqua calda; nel retro c'erano la cucina e le sale per la consumazione. Avevano una finestr...