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L’anno scorso la mia classe ed io abbiamo intrapreso il “Progetto Archeologia” riguardante la materia geostoria. Dividendoci in gruppi abbiamo approfondito il continente africano,in seguito quello asiatico. Ognuno, grazie anche alle fonti fornite dalla docente,si è occupato di ricercare e approfondire gli aspetti politici, economici e culturali di ogni civiltà. Quest’anno con la stessa metodologia, abbiamo studiato i continenti Europa, America e Oceania. Successivamente, abbiamo intrapreso lo studio della civiltà greca e romana utilizzando in parte il libro di testo,anche se è stato molto difficile tornare a questa metodologia. In conclusione del progetto abbiamo approfondito le città di Pompei, Ercolano ed Oplontis anche grazie alla nostra professoressa,abbiamo avuto la possibilità di visitarle. Arrivati nei parchi archeologici abbiamo fatto da guida ai nostri compagni e alle docenti, esponendo anche in inglese. Quest’esperienza ha aiutato molto ad immergerci nella vita degli antichi, che approfondiamo fino alla fine dell’anno. Questo progetto ha aiutato molto a vedere la storia da un altro punto di vista e, soprattutto, ha insegnato a studiare da fonti archeologici e testi specifici.

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Le Tabernae e il Thermopolium, Pompei

LA TABERNA La taberna era una sorta di ristorante o trattoria, tipicamente dotata di una sola stanza con volta a botte. La taberna nacque inizialmente come deposito ed era, in genere, la bottega degli artigiani, aperta verso la strada; si passò poi alle tabernæ vinarie e a quelle che si specializzarono nella consumazione del vino e del pasto. Quel che contava nella taberna era conservare la merce pronta per la vendita e sostenerla durante l'atto dell'acquisto. Si dava al cliente la possibilità di scegliere con calma le merci. Le tabernæ sono documentate archeologicamente per la presenza di insegne, di buona fattura, inserite nella facciata delle insulæ che segnalavano la presenza del venditore. In definitiva, le tabernæ avevano un bancone di pietra, con cinque o sei contenitori murati, rivolti verso la strada; accanto al banco vi era un fornello con una casseruola piena di acqua calda; nel retro c'erano la cucina e le sale per la consumazione. Avevano una finestr...

La Villa dei Misteri, Pompei

La stanza del grande dipinto, in origine certo un  œcus , fu adattata in seguito a triclinio in stretta dipendenza con la contigua alcova nuziale. L'ambiente, di m 9 × 6, è circondato su due lati da portici: su quello O si apre una porta alta m 2,95 che costituisce l'accesso principale alla stanza; su quello meridionale una grande finestra; all'angolo NO una piccola e bassa porta mette in comunicazione con l'attiguo cubicolo a doppia alcova. La decorazione della stanza è di due tipi, architettonica e figurata. Su un podio alto m 1,06 che imita fasce di marmo verde, giallo e nero, corre una cornice verde chiaro in forte aggetto; sulla cornice si levano i riquadri, separati da lesene, alti m 1,62 e sormontati da un fastoso fregio dipinto con larga fascia a meandro; il fregio è alto m 0,63. Le 29 figure che compongono le dieci scene del dipinto (quelle stanti sono alte da m 1,41 a m 1,55) agiscono sul podio contro le pareti del fondo dipinte di rosso cinabro e riquadrate...

La Villa dei Misteri in English, Pompei

The "Villa dei misteri" takes its name from the magnificent mural that occupies the walls of one of the rooms inside the villa. It dates back to the first half of the second century b.C and it's located outside the "Porta Ercolanese" at about 400 metres North of the same door. The mural is well preserved; it's divided in 10 episodes representing two themes: the initation to mysteries of Dionysus and the initation rituals which precede the wedding ceremony of a young lady